Raccogliere erbe spontanee al Maso Wegleit

Raccogliere erbe spontanee al Maso Wegleit

La natura è la più grande università

Una delle esperienze che più mi sono rimaste nel cuore durante il mio soggiorno in Alto Adige è stato l’incontro con la Signora Schwienbacher. Questa splendida ultrasettantenne parla correntemente italiano e tedesco, dimostra come minimo vent’anni di meno, e gestisce il Maso di Erbe Wegleit a Santa Valpurga.

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Il Maso Wegleit è uno dei più antichi della Val d’Ultimo (a circa 30 minuti di auto da Merano) e si trova a 1200 m di altitudine. Nel cuore della valle, per 350 anni è appartenuto alla stessa famiglia e con altri 28 masi nelle vicinanze racchiude l’essenza della tradizione montanara altoatesina.

Al Maso Wegleit la famiglia Schwienbacher si occupa di permacoltura e salute seguendo i cicli della natura. La fattoria permette attività come la produzione del latte, ma la vera ricchezza è tutta intorno: sono le erbe selvatiche. Raccolte in estate, sono alla base di tanti prodotti e esperienze attorno ai quali gravita la vita del maso.

La Signora Schwienbacher raccoglie e lavora erbe spontanee e fiori e organizza corsi sul tema per professionisti, curiosi e turisti. Tiene seminari di mezza giornata, una giornata o una settimana, in una stanza rilassante che ospita questa “scuola di natura”. Anche se, come dice lei, «è la natura, la più grande università». Approfittando delle ricchezze della valle, cioè acqua, bosco, lana e erbe, si è specializzata e ha iniziato a creare prodotti partendo da queste risorse.

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Il maso ha un laboratorio dove viene prodotta una linea di cosmesi a base di sostanze naturali come la rosa selvatica, che viene venduta anche negli hotel. E nel piano superiore si può visitare una piccola bottega della natura, dove si possono comprare oggetti artigianali come scarpe e pantofole contenenti cirmolo, cuscini di lana, tisane, sali e pasta alle erbe, o prodotti per la cura del corpo a base di fiori e erbe spontanee. Io non ho resistito e ho acquistato una tisana per il benessere femminile; dopo aver imparato che «Dovremmo mangiare tanti colori. Il giallo ad esempio aiuta a passare la malinconia», ho comprato anche un sacchetto di fiori commestibili – per insalate e impiattamenti più felici!

Ho avuto la fortuna di accompagnare la Signora Schwienbacher nella ricerca di erbe spontanee intorno al maso, e ho scoperto le virtù di molte piante e fiori. Ad esempio ho imparato che i fiori del nocciolino vanno bene per curare i calcoli renali, e che i fiori dell’ontano placano la bronchite, la tosse, e i nervi. E una “erbaccia” come il tarassaco ha tantissime proprietà: le radici aiutano il fegato, le foglie si mangiano in insalata, lo stelo è ottimo per il pancreas; è un diuretico e attiva il metabolismo.

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Dopo aver raccolto due pugni di erbe (pino cembro, ontano, tarassaco, ortica e gattici) li abbiamo frullati con un po’ d’acqua poi diluiti con 4 litri d’acqua. Dopo aver passato tutto al colino abbiamo ottenuto una bevanda fresca naturale e salutare che può essere conservata due giorni in frigorifero.

Potete provare a replicarla a casa anche voi, magari con foglie di salvia, di melissa, di menta, di carciofi e di indivia. Ma vi avviso: farlo in Alto Adige, ascoltando i racconti della natura della Signora Schwienbacher, è tutta un’altra cosa.

Francesca Barbieri – www.fraintesa.it

Sono Francesca e ho 33 anni e sono nata in un paesino vicino a Modena, in campagna. I campi di grano che vedevo dalla mia finestra da piccola erano splendidi, sì, ma presto ho avuto il bisogno di vedere cosa c’era al di là delle spighe. Ho preso il primo aereo da sola a 12 anni e da allora ho perso il numero dei viaggi che ho fatto.

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