Quando le mucche tornano a casa

Quando le mucche tornano a casa

La discesa dall’alpeggio in Val d’Ultimo è un vero spettacolo. I pastori conducono greggi e mandrie dalle malghe in valle dopo la lunga stagione estiva

L’inizio della giornata è un momento stressante: la sveglia suona alle quattro in punto o prima e le mucche devono essere portate dal pascolo alla stalla per la mungitura. Ma oggi è arrivato il grande giorno, la meritata ricompensa per i lavoratori delle malghe alpine: la transumanza o, come si dice in dialetto altoatesino, l’Ofohrn.

Con la fine dell’estate, i giorni si accorciano, l’aria della mattina è fresca e i fili d’erba, ormai secchi, sono ricoperti di gelida rugiada. Le mucche non troveranno più niente da mangiare e gli escursionisti si avventureranno sempre meno. E’ ormai tempo di tornare a casa.

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Alla malga, le mucche vengono agghindate dai pastori. Foto: Anna Gruber

Ben il 34 per cento del territorio altoatesino è riservato al pascolo, e la metà di tutto il bestiame presente in regione trascorre la stagione estiva sui prati che circondano le numerose malghe. Il ritorno a casa è previsto ogni anno per la fine del mese di agosto o all’inizio di settembre, quando le mandrie vengono ricondotte a valle, ornate con le tipiche corone e ghirlande fatte a mano e gli enormi campanacci.

La fase di preparazione è lunga, laboriosa e quasi impossibile senza l’aiuto dei volontari: le mucche devono essere preparate già la mattina presto, in vista dell’evento speciale che le attende in valle come ospiti d’onore.

Credetemi quando dico che i malgari si stanno preparando già da settimane a questo momento: avendo trascorso un’intera estate in una malga in Val d’Ultimo, so perfettamente di cosa sto parlando. Ce ne vuole di tempo a preparare ghirlande e coroncine! All’epoca, ricordo di aver passato ore a sistemare muschio, rose alpine e rametti secchi con un filo sottile attorno alla struttura in legno o metallo della ghirlanda, per poi ornare il tutto con fiori secchi e freschi e cardi. Per ore e ore. Ricordo che questo era il lavoro ricorrente a fine giornata, quando il grosso era stato fatto, o durante le giornate di pioggia, quando la gente in visita era poca. Il tutto in vista di questo giorno speciale: il giorno in cui l’estate lascia spazio all’autunno.

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Un breve momento di riposo prima della partenza. Foto: Anna Gruber

Oggi, i pastori ed i volontari appoggiano sul capo delle mucche il loro ornamento e giganteschi campanacci con cinghie in cuoio riccamente decorate. Delle vere e proprie opere d’arte, dal valore inestimabile. Gli animali sono un po’ inquieti. Da una parte, naturalmente, perché devono pazientare molto durante la fase di preparazione; dall’altra, forse perché si sono accorti che dovranno abbandonare i meravigliosi pascoli e fare ritorno alla valle.

Dopo i lunghissimi preparativi, giunge finalmente il momento. I pastori si infilano la camicia e i Lederhosen (i tipici pantaloni in cuoio con bretelle), e naturalmente il grembiule blu tradizionale. Hanno lasciato crescere le loro barbe nel corso dell’estate, e le taglieranno solo dopo la transumanza. Anche le donne indossano il vestito tipico, il Dirndl, e tutti insieme marciano brandendo i loro bastoni finemente intagliati. C’è un ordine preciso da rispettare: i pastori e le mucche con gli ornamenti più belli guidano la processione, seguiti da bimbi e vitellini.

Tra applausi, musica folkloristica e lo strepito delle fruste (le cosiddette Goaßln) ha inizio la marcia. I frustatori, che hanno il compito di aprire la strada alle mandrie, non possono mancare in questa occasione. In passato, lo schiocco delle fruste era utilizzato dai pastori per comunicare da malga a malga. Oggi, questi strumenti fanno parte di una dimensione più ludica e sono diventati una sorta di disciplina sportiva popolare.

La transumanza si ripete di anno in anno e, con il passare del tempo, è diventata un appuntamento imperdibile nel calendario di fine estate, ed estremamente apprezzato in tutto l’Alto Adige: a valle sono numerosi gli ospiti che attendono gli animali. Una delle più conosciute ha luogo proprio in Val d’Ultimo, nel comune di S. Gertrude, dove l’arrivo di mandrie e greggi viene celebrato con uno speciale mercato contadino ed una festa paesana, dove non possono mancare i dolci tradizionali della Val d’Ultimo, i Mohnkrapfen.

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Le mucche tornano a casa, ornate di corone e campanacci. Un vero e proprio spettacolo. Foto: Oswald Breitenberger

 

Transumanza 2016 – Appuntamenti in Val d‘Ultimo

Transumanza delle mucche

  • 7 settembre: malga Spitzner – Arrivo alle ore 15 circa alla diga di Santa Valburga
  • 9 settembre: malga Marschnell – Arrivo alle ore 15 circa alla diga di Santa Valburga
  • 9 settembre: malga Seegruben – Arrivo alle ore 16 circa alla diga di Santa Valburga
  • 10 settembre: malga Kuppelwies – Arrivo alle ore 14 circa al parcheggio dell’area sciistica Schwemmalm
  • 10 settembre: malga Fiecht – Arrivo alle ore 15 circa a Fontana Bianca
  • 11 settembre: malga Kirchberg nella Valle di Montechiesa – Arrivo alle ore 14 circa a S. Gertrude (con il mercato contadino a partire dalle ore 11)
  • 17 settembre: malga Aussere Schwemmalm. Frühschoppen (aperitivo) dalle ore 10 con intrattenimento musicale. Rientro del bestiame alle ore 11 circa a Moritzhöhe, lungo la strada per S. Maurizio
  • 17 settembre: malga Auerberg – Arrivo alle ore 15circa a San Nicolò

Transumanza delle pecore

  • 20 settembre: da malga Kirchberg – Arrivo alle ore 10 a S. Geltrude
  • 21 settembre: malga Kuppelwies – Arrivo alle ore 14 circa a Pracupola
  • 22 settembre: tradizionale fiera di Pracupola, dalle ore 8 alle 14 con vendita dei prodotti tipici della Val d’Ultimo
  • dal 17 settembre al 2 ottobre: settimane dell’agnello della Val d’Ultimo
Petra scrive e legge in val d' Ultimo. Vuole viaggiare ancora molto ma sempre con il desiderio di tornare sulla via di casa. A volte crede che le persone qui facciano fatica a vedere lontano, nonostante questo non riesce ad immaginarsi luogo più bello nel quale vivere.

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