Profumi di Natale: Strudel di mele dell’Alto Adige

Profumi di Natale: Strudel di mele dell’Alto Adige

Voglia di dolce: lo strudel vince per genuinità e bontà, ai mercatini e a casa

Uno dei momenti più attesi dell’anno, quello in cui diventa possibile riscoprire i sapori e i profumi dell’infanzia, cullati da un abbraccio che sa di calore e tradizione. Il mercatino di Natale della città di Bolzano ha aperto i battenti e la tanta curiosità mi spinge ad addentrarmi per assaporarne le delizie ed immergermi in quest’atmosfera unica e magica.

Un giro tra le bancarelle con le proposte più diverse: dall’abbigliamento all’artigianato, dai prodotti gastronomici tipici agli oli essenziali. Originale, il mercatino di Bolzano, grazie alle sensazioni che trasmette, fatte di gioia e voglia di coccolarsi.

E coccolarsi significa concedersi quei piccoli piaceri che facciano stare bene, che siano un buon bicchiere di brûlé, il tipico vino caldo e aromatizzato, o un dolce tipico. E se pensiamo al dolce tipico, cosa ci viene in mente? Ovviamente lo strudel, magari accompagnato da una cucchiaiata di panna di malga. Di strudel ce ne sono tanti, ma quello altoatesino è veramente particolare, a cominciare dall’impasto che, essendo simile alla pasta frolla, è più fragrante rispetto a quello a base di sfoglia.


Ai mercatini di Bolzano lo si può trovare già pronto in vari stand, ma non ci accontentiamo. Se vogliamo davvero immergerci nella tradizione, dobbiamo prepararlo con le nostre mani, per questo ho cercato di carpirne i segreti, recuperando la ricetta originale. Per lo strudel “così come lo fanno gli altoatesini” ci servono:

400 grammi di farina

125 grammi di burro

5 uova

¼ bustina di lievito in polvere

½ bustina di zucchero vanigliato

La buccia grattugiata di mezzo limone

E’ l’impasto il momento di massima solennità: iniziamo setacciando la farina ed il lievito in polvere su una superficie orizzontale; nel mezzo va creato un buco, nel quale mettiamo lo zucchero, le uova e lo zucchero vanigliato, che vanno poi mescolati senza toccare la farina. Aggiungiamo al mix di uova e zucchero la buccia di limone grattugiata e il burro che abbiamo lasciato ammorbidire, lavoriamo un po’ con le mani e, gradualmente, aggiungiamo la farina fino a creare un impasto liscio. A questo punto, un po’ di fatica l’abbiamo fatta ed è arrivato il momento di riposarci. L’impasto va lasciato in un foglio di pellicola per tutta la notte o, in alternativa, in frigorifero per circa un’ora.

Per chi non ne vuole sapere di riposare insieme all’impasto, può dedicarsi al ripieno, per il quale servono:

10 mele (la varietà più indicata è la Golden Delicious)

90 grammi di zucchero

30 grammi di uvetta sultanina

1 cucchiaio di rum

½ bustina di zucchero vanigliato (che abbiamo avanzato dall’impasto)

½ cucchiaino di cannella

Il succo di ½ limone (proprio quello che abbiamo grattugiato)

Il ripieno, in confronto, è una passeggiata: sbucciamo le mele, possibilmente altoatesine DOC, ci liberiamo dei semi e le tagliamo; vi aggiungiamo lo zucchero, lo zucchero vanigliato, l’uvetta sultanina, il rum, la cannella ed il succo di limone. Mescoliamo il tutto in una ciotola capiente.

Quando il nostro impasto è bello riposato, possiamo procedere con l’“impacchettamento” dello strudel. A questo scopo ci servirà uno strofinaccio da cucina, sul quale dovremo setacciare della farina e adagiarvi l’impasto, per poi stenderlo aiutandoci con un mattarello e rendendolo sottile (circa 0,5 centimetri), a forma di rettangolo. Il ripieno va versato al centro dell’impasto per lungo e lo strudel va chiuso aiutandosi con lo strofinaccio, prima adagiando uno dei bordi sopra il ripieno e poi l’altro. Per dare un po’ di colore, spennelliamo la superficie con del tuorlo d’uovo A questo punto, si passa al forno: il nostro strudel va cotto per circa 45 minuti a 180 gradi.

Una volta sfornato, il dolce va lasciato riposare un po’ per assaporarlo al meglio. Può essere mangiato subito ma si conserva molto bene, sarà quindi delizioso anche nei giorni a seguire.

Facile, no? Naturalmente, i più pigri o quelli meno portati per la pasticceria casalinga possono semplicemente visitare i mercatini dell’Alto Adige per un assaggio di questo dolce della tradizione, genuino e delizioso, da accompagnare con un buon bicchiere di brûlé caldo o della sua versione analcolica alla mela.

Cinzia viene dal Trentino, ma è stata presto conquistata dall’Alto Adige. Tra le cose a cui non può proprio rinunciare: le montagne, i viaggi, i libri, gli assaggi e un bagno in un lago alpino. Per poi trasformare tutto in parole, parole, parole su carta o, un po’ meno romanticamente, su laptop.

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