Non carnevale, Maschgra!

Non carnevale, Maschgra!

PERKEOS MASCHGGRA: IL CARNEVALE TRADIZIONALE DI SALORNO

Ogni qualvolta il calendario segna un anno pari, nell’ultimo paese della Bassa Atesina ha già inizio il periodo del Carnevale tradizionale. Come per incantesimo, la Maschggra si impadronisce di Salorno mettendo sottosopra tutto il paese dal 7 gennaio fino a martedì grasso. Non sono più il sindaco e i paesani ad avere il controllo del paese ma il bottonaio Perkeo e il suo seguito composto da dame, dal coppiere, dai suoi medici, dal “nettacul” personale, dalla cameriera e ancora lo seguono i carbonari, le lavandaie, i distillatori di grappa, i pescatori, i bracconieri, gli zingari e le cembrane. Salorno propone senza ombra di dubbio un Carnevale fuori dal comune ed è proprio per questo che non si può farsi sfuggire l’occasione di vivere in prima persona la Perkeos Maschggra, il Carnevale tradizionale di Salorno. A dirlo è la dottoressa Klara Trinenthal, uno dei medici personali dell’eponimo Perkeo.

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Martina, durante il periodo del Carnevale di Salorno sei la dottoressa Klara Trinenthal. Qual è il tuo compito?

La dottoressa Trinenthal è uno dei medici personali del bottonaio Perkeo che nacque nel 1702 a Salorno e diventò prima giullare e poi coppiere del principe elettore Carlo Filippo III a Heidelberg, capitale del Palatinato. Perkeo era conosciuto per la sua capacità di reggere l’alcol e per questo motivo fu nominato anche custode della grande botte del castello di Heidelberg. Si dice che Perkeo bevesse solo vino, fino a raggiungere i 30 litri al giorno. La sua sete era però riconducibile al “diabete insipido”, malattia che lo afflisse per tutta la sua vita. Quando un dottore gli consigliò di provare a bere anche un po’ d’acqua, Perkeo ci provò e morì il giorno seguente. Ad anni alterni il nano Perkeo torna al suo paese natale per il periodo del Carnevale, dove prende il controllo di Salorno per una settimana intera.


Durante la grande sfilata della Maschggra rappresentate quindi la storia di Perkeo. Come è nata questa tradizione?

La Bassa Atesina è conosciuta per la sua forte tradizione legata al Canevale. In particolare, la sfilata di Egetmann a Termeno è conosciuta anche fuori provincia. Ma anche a Salorno la tipica sfilata di Carnevale risale al XIX secolo. Tuttavia, dopo gli anni ’40 l’usanza è stata abbandonata per poi riemergere nel 2009, quando alcuni di noi hanno avuto l’idea di organizzare una nuova sfilata sull’impronta di una Maschggra tradizionale della Bassa Atesina. È così che da un giuramento tra quattro amici è nata una sfilata con 400 partecipanti e 20 carri, che quest’anno organizziamo già per la quinta volta.

unnamed-6Che cos’è la Maschggra in realtà?

Originariamente, nella Bassa Atesina il termine Maschggra indicava giorni sfrenati e selvaggi. Si trattava di una settimana all’anno, che non era pensata per donne e bambini, ma unicamente per gli uomini, a cui prima della Quaresima si permetteva di sfuggire ancora per un’ultima volta dal rigore imposto dalla chiesa e dalle autorità e di sfogarsi. Oggi la Maschggra è una sfilata scatenata e selvaggia che anima le vie del paese. Ma il divertimento e i festeggiamenti occupano solamente un ruolo secondario, perché la cosa più importante per noi è mantenere, curare e rievocare questa antica usanza che è parte della nostra tradizione.


In quali altri modi viene rievocata questa tradizione?

Non solo indossiamo i vestiti originali dell’epoca ma viviamo seguendo anche determinati rituali dell’antica Maschggra. C’è una tipica trattoria contadina con il simbolo dell’aratro, tradizionalmente legato alla Maschggra. Il martedì grasso, per esempio, viene bruciata una bambola di fieno per cacciare l’inverno e dare il benvenuto alla primavera.

 

E che cos’è la Maschggra per te?

La vita è frenetica e si lavora duramente. Ci sono spesso dei momenti in cui si vorrebbe fuggire da tutte le regole che caratterizzano la nostra quotidianità. Diventando la dottoressa Klara Trinenthal per una settimana all’anno posso lasciarmi andare e divertirmi. Inoltre, provo un forte senso di appartenenza al gruppo e penso che al mondo d’oggi, sempre più individualista, questo sia ancora più importante. La Perkeos Maschggra esiste solamente perché ognuno di noi all’associazione dà il proprio contributo.

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Quali sono gli appuntamenti più importanti del periodo della Maschggra?

A partire dal 7 gennaio fino alla mezzanotte di martedì grasso viviamo nei panni della figura che rappresentiamo. Quando ci incontriamo, io non sono più Martina, ma sono la dottoressa Klara. Nella giornata di martedì grasso però, entro la mezzanotte, ognuno deve essersi tolto la maschera che indossa, che altrimenti rimarrà incollata al viso per un anno intero. Infatti, allo scoccare della mezzanotte finisce l’incantesimo e ognuno si riappropria della sua normale identità.


Quali sono i motivi che spingono le persone a partecipare a questa sfilata tradizionale?

Abbiamo già avuto visitatori da Spagna, Inghilterra, Irlanda o Germania. Sono tutti rimasti estremamente sorpresi, perché non avevano mai visto nulla del genere. Se ci si lascia trasportare dalla vivacità di questa tradizione allora si lascia Salorno a malincuore. L’affinità che unisce le persone nel periodo della Maschggra è incredibile e coinvolge tutti noi! Viva Perkeo!

 

Il giovedì grasso Perkeo torna nel suo paese natale, Salorno, dove rinchiude il sindaco e si fa consegnare le chiavi del paese. Seguono cinque giorni di festeggiamenti scatenati, durante i quali Perkeo regna su Salorno. Con un lungo viaggio in carrozza lungo tutta la Bassa Atesina Perkeo annuncia il suo ritorno e invita tutti alla grande sfilata, che si terrà sabato 6 febbraio. Giovedì grasso è il giorno in cui Perkeo riconsegna le chiavi al sindaco e ritorna a Heidelberg.

Lisa è una chiacchierona che solo un foglio bianco immacolato riesce a fare stare in silenzio. E‘ tutto tranne che pigra ed ama la frenesia della metropoli unita alla solitudine dei luoghi più selvaggi. Quando tutto diventa troppo caotico attorno a lei, le piace rifugiarsi nella pace delle sue montagne. Senza il suo taccuino, però, non osa scalare nessuna cima. Perchè, si sa, le idee migliori nascono a più di 2.000 metri d’altezza!

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