Tiriamo fuori le scarpette da Trekking

Si avvicina l’ora di andar per malghe e rifugi

Lo sanno bene escursionisti e scalatori, quanto la montagna sia una maestra dei vita. Con i suoi pendii, le cime che cambiano aspetto in corrispondenza delle stagioni, e tutti quei sentieri e vie ferrate che stanno lì a indicare come negli anni e spesso secoli quel percorso sia stato scelto da decine e decine di persone accomunate dalla stessa passione: l’amore per la montagna.

In un periodo dove le espressioni “distanziamento sociale” e “assembramento” sono diventate di uso comune, quando ormai è chiaro che tutto sta ripartendo ma l’emergenza non è ancora terminata, cosa c’è di meglio se non programmare una escursione in un luogo sicuro e lontano dai pericoli?

“Malghe” e “rifugi”, quindi, potrebbero essere le due espressioni alternative per la primavera e l’estate che sta arrivando. Un patrimonio storico-naturale del quale l’Alto Adige è ricco, con le sue decine di destinazioni raggiungibili in poche ore di camminata, attraverso prati, boschi e percorsi rocciosi. Mete disegnate nella storia millenaria delle montagne altoatesine.

 

I rifugi nelle Alpi

Tra queste, sicuramente il rifugio Ponte di Ghiaccio, tra Fundres e Lappago, nel cuore della Valle Aurina. Ai suoi 2545 metri di altezza, il rifugio sprigiona panorami mozzafiato capaci di immortalare nella mente del visitatore l’immagine di giganteschi ghiacciai e laghi profondi, accarezzati dal rumore del vento e dal sapore di una natura pressoché immacolata. Un rifugio costruito all’inizio del XX secolo, ma recentemente ristrutturato: perfetto esempio di come il moderno può essere coniugato alla tradizione. Per raggiungerlo, la partenza è al Lago di Neves, e solo dopo avere coperto un dislivello di circa 1400 metri si raggiunge il rifugio, per una camminata di 16 chilometri in circa sei ore, passando però per il Rifugio Porro, dove è possibile fare una sosta.

Rifugio Ponte di Ghiaccio - I rifugi nelle Alpi

Sempre un rifugio, questa volta posizionato un poco più in alto, a 2560 metri, è il Canziani al Lago Verde, in Val d’Ultimo. Una escursione da Fontana Bianca di circa due ore per un dislivello di 675 metri permette di raggiungere una perla dell’escursionismo altoatesino. Con la possibilità di una breve sosta alla malga Weissbrunn, l’arrivo al Canziani è un toccasana per gli occhi, con le cime Sternai (3443 m.), Gioveretto (3439 m) e Fontana Bianca (3253 m.) che fanno da maestosa cornice al Lago Verde. Sempre sul sentiero che porta al rifugio, il Lago Pescatori, ottima meta per chi desiderasse consumare il classico pranzo al sacco con la famiglia.

Base d’attacco alla Cima Hochfeiler, con una splendida terrazza esposta al sole, il Rifugio Gran Pilastro in Val di Vizze offre fino a sessanta posti letto ed è raggiungibile in tre ore e mezza, partendo dalla fine della valle. Situato esattamente sul crinale delle Alpi dello Zillertal, il rifugio è punto di partenza di infinite possibilità di escursioni in quota, per chi non volesse limitarsi ad apprezzare la maestosità dei ghiacciai che lo circondano, oltre ad offrire uno spettacolo di piccoli torrenti che segnano i versanti delle montagne.

Escursioni in Alto Adige - I rifugi nelle Alpi

 

Le malghe che raccontano la storia

Per chi, invece, intende le escursioni in montagna come una passeggiata più accessibile con meta un ristorante nel quale rifocillarsi e, magari, prendere il sole, l’Alto Adige offre un numero impressionante di malghe alpine, molto spesso dotate di una vera propria cucina casereccia fatta di salumi e formaggi autoprodotti. E’ il caso della malga Obere Gewingesalm di Racines. Dal parcheggio nei pressi dell’albergo Schneeberg inizia la salita che in poco meno di due ore porta alla malga, in un percorso accessibile anche ai non esperti. Gestione familiare della struttura, come per la quasi totalità delle malghe altoatesine, e possibilità di gustare piatti tirolesi tipici come il Rahmmus e il Ribler. Prelibatezze da scoprire, proprio perché la caratteristica delle malghe è quella di rivisitare i piatti della tradizione tirolese, secondo le usanze familiare che in alcuni casi possono contare centinaia di anni d’esperienza.

Canederli pressati - I rifugi nelle Alpi

Subito sopra ad Avelengo, la Wurzeralm, raggiungibile in meno di un’ora da più versanti, sempre a partire dai 1300 metri del paese che dà il nome ai famosi cavalli Haflinger. Meta molto gettonata dalle famiglie con bambini, per via della presenza di animali come capre, maiali, pavoni, conigli, galline e tanti altri, la Wurzeralm propone piatti genuini e menù che cambiano in base alle stagioni: anche questa, tipica caratteristica delle malghe altoatesine. Posta a quasi 1700 metri di altezza, la malga è anche il regno dei cavalli, con possibilità per i più piccoli di emozionanti escursioni nei boschi che fanno da contorno alla tenuta ricca di vegetazione e fauna alpina.

 

La nostalgia della montagna

Insomma, sono queste solo alcune delle centinaia di destinazioni possibili tra rifugi e malghe, talvolta accessibili dopo una breve camminata nelle natura incontaminata, altre volte vere e proprie destinazioni per esperti della montagna. Un patrimonio che parla da solo, con le sue immagini che rimarranno per sempre nella mente dei suoi visitatori. Perché a differenza di molte mete turistiche, questi sono luoghi nei quali è impossibile non ritornare. Ecco, se è vero che esiste la nostalgia del deserto, una volta visitato, sicuramente esiste anche la nostalgia della montagna, di quelle cime ammirate, desiderate e raggiunte.

Piacere alpino - I rifugi nelle Alpi

Appassionato di cinema e letteratura, lavoro per diversi media della carta stampata, oltre a collaborare con televisioni locali per le quali realizzo servizi televisivi. Tutto il resto del tempo, lo passo a viaggiare, con la mente e con il sacco a pelo!

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