La Coppa del Mondo di arrampicata su ghiaccio passa dall’Alto Adige

La Coppa del Mondo di arrampicata su ghiaccio passa dall’Alto Adige

Una delle maggiori atlete di questa disciplina, la meranese Angelika Rainer, ci parla della tappa di Corvara in Val Passiria.

L’impianto di arrampicata su ghiaccio più impegnativo d’Europa è in Alto Adige, Alta Val Passiria, Corvara. Una torre di ghiaccio alta 25 metri, un cilindro a 14 metri di altezza con un diametro fino a 5 metri e una parete ghiacciata larga 2 ed alta 15 metri. Una struttura imponente dedicata alla pratica di uno sport tanto difficile quanto spettacolare.

E l’Alto Adige diventa uno dei protagonisti a livello mondiale dell’arrampicata su ghiaccio: il 26 e 27 gennaio, Corvara è la tappa della Coppa del Mondo 2017-2018. Per la sesta volta, i migliori atleti del mondo si ritrovano in Alta Val Passiria per sfidarsi nelle categorie Lead (difficoltà) e Speed (velocità) e contendersi punti preziosi per aggiudicarsi la Coppa più ambita.

La Coppa del Mondo di arrampicata su ghiaccio rappresenta il più importante circuito di gare organizzato ogni anno dalla federazione internazionale UIAA (International Climbing and Mountaneering Federation), da dicembre a marzo dell’anno successivo. Un evento di enorme successo: Corvara, una frazione di Moso in Val Passiria che ha poco meno di 1.400 anime, accoglie oltre 100 campioni provenienti da 20 nazioni diverse e migliaia di fan desiderosi di assistere alle competizioni.

Negli ultimi anni, si è nettamente distinta un’atleta nata e cresciuta proprio in Alto Adige, che ha fatto dell’arrampicata la sua vita e la sua professione. Angelika Rainer nasce a Merano nel 1986. Una vita di grandi successi: tre volte campionessa del mondo e due volte vincitrice della Coppa del Mondo. Quest’anno, tuttavia, l’atleta ha deciso di non partecipare alla Coppa del Mondo e ci ha spiegato perché.

Angelika, hai deciso di non partecipare alla Coppa del Mondo quest’anno. Perché questa decisione?

Ho partecipato alla mia prima tappa di Coppa del Mondo dodici anni fa e, dopo tutti questi anni passati a gareggiare, ora vorrei concentrarmi di più su progetti outdoor, come ho iniziato a fare già da tempo parallelamente alle gare. Non escludo di fare qualche gara nei prossimi anni, ma il mio obiettivo principale d’ora in poi saranno le scalate su ghiaccio e su roccia all’aperto.

Da altoatesina, cosa ne pensi della tappa di Corvara?

Ovviamente sono molto orgogliosa che ci sia una tappa di Coppa del Mondo in Alto Adige. E’ anche una delle strutture più belle di tutto il circuito e so che tutti gli atleti ci vengono sempre molto volentieri.

Come hai iniziato ad arrampicare su ghiaccio?

Ho iniziato con l’arrampicata su ghiaccio a diciotto anni per puro caso. A Bolzano si è tenuta una gara di Drytooling (arrampicata con piccozze e ramponi non su ghiaccio ma su una struttura artificiale) e mi è subito piaciuta la tecnica di scalata con questi attrezzi. Da questa prima gara sono passata in poco tempo alla mia prima gara di Coppa del Mondo e alla scalata su cascate ghiacciate all’aperto.

Nella tua carriera hai ottenuto risultati eccezionali: tre volte campionessa del mondo in arrampicata su ghiaccio e due volte vincitrice della Coppa del Mondo. Qual è il tuo prossimo passo?

Come già accennato, vorrei dedicarmi di più all’arrampicata outdoor e ai viaggi, come questo in Iran. L’arrampicata è un ottimo modo per viaggiare e per conoscere sempre nuovi posti, nuove culture e nuovi amici.

Cosa significa essere una donna nel mondo dell’arrampicata su ghiaccio?

Ci sono sicuramente meno donne in questa disciplina, ma mi sento molto rispettata tra gli uomini. E’ successo diverse volte che uomini mi abbiano chiesto di provare a ripetere (affrontare una salita già fatta, ndr) o persino di fare la prima salita delle loro vie e questo è sempre un onore. Sono in contatto con diverse altre donne forti ed è bello incontrarsi ogni tanto e scalare insieme. E’ un feeling diverso scalare con donne, anche perché abbiamo un altro stile e un’altra tecnica data dalla nostra altezza e dalla forza diversa rispetto agli uomini.

Chi credi vincerà la tappa di Corvara 2018 nelle discipline Lead e Speed?

Quest’anno credo che la russa Maria Tolokonina sia molto in forma per la Lead. Negli uomini ci sono i russi ma anche i ragazzi giovani francesi e svizzeri stanno diventando molto forti. La Speed è solitamente nelle mani dei russi.

Quest’anno, la UIAA Ice Climbing World Cup si ferma in Val Passiria già per la sesta volta.

Quali sono i tuoi prossimi impegni sportivi?

Quest’anno ho deciso di partecipare alla Coppa Europa, visto che è meno impegnativa in termini di viaggi e quindi di tempo e soldi. Dopo aver vinto le prime due tappe in Slovenia e in Slovacchia ed essere arrivata seconda in Francia, ora manca l’ultima tappa in Finlandia a febbraio. A marzo, invece, sto programmando di andare ad arrampicare in Iran insieme al mio compagno Marco. Vorremmo fare sia arrampicata su roccia che su ghiaccio e terrò delle presentazioni e corsi di arrampicata dedicati soprattutto alle ragazze.

Seguirai comunque la tappa di Corvara? Ha un significato particolare per te questa tappa?

Seguo ovviamente i risultati di tutte le tappe, dopo così tanti anni mi sento comunque molto legata a questo sport e a tutti gli atleti che conosco bene da anni. Se riesco guarderò anche il lifestreaming su internet. La gara di casa è sempre particolare, è quella che mi ha resa più felice quando sono riuscita a vincerla nel 2013.

Cinzia viene dal Trentino, ma è stata presto conquistata dall’Alto Adige. Tra le cose a cui non può proprio rinunciare: le montagne, i viaggi, i libri, gli assaggi e un bagno in un lago alpino. Per poi trasformare tutto in parole, parole, parole su carta o, un po’ meno romanticamente, su laptop.

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