Canederli dolci

Canederli dolci

Uno sguardo nella cucina di Irmgard: la regina dei canederli all’albicocca.

I canederli sono bollenti, fumanti e diffondono un profumo inconfondibile nella stanza. Irmgard li tira fuori dall’acqua bollente, rigorosamente a due a due, e li fa rotolare in una mistura di pangrattato, cannella e zucchero saltati nel burro.

Per un quarto d’ora sono rimasti a cuocere in acqua bollente. Irmgard ha attivato il timer per rispettare i tempi di cottura anche se, in realtà, scandisce le tempistiche alla perfezione. Non appena cotti, mi invita a provarli.

La dolcezza fatta a canederlo
La dolcezza fatta a canederlo

Si tratta di canederli dolci all’albicocca, un piatto tipico della tradizione altoatesina, cucinato in particolar modo in Val Venosta. Solo qui si trovano, infatti, la famose albicocche della Val Venosta, chiamate “Marillen”, dal gusto inconfondibile e particolarmente succose. Una vera delizia per i cinque sensi. Perché proprio qui? Per via del clima: per il sole e per il vento che gli albicocchi amano tanto.

Qui a 1.100 metri, ormai tre generazioni fa, vennero piantati degli alberi di albicocco in un ettaro di terreno sul quale in estate splende il sole tutto il giorno, fin dalle prime luci dell’alba. In inverno poi, per tre mesi, nulla. “Non mi ci abituerò mai: sono nata in Val Senales dove splende sempre il sole”, dice sorridendo Irmgard.

Irgmar presenta i suoi canederli all'albicocca
Irmgard presenta i suoi canederli all’albicocca

Con suo marito Roland, di 37 anni, abita appena sopra Silandro al maso Sonnwart, circondato da 9 ettari di terreno. La compagnia non manca: ci sono 15 mucche, alcuni maiali, polli e gli ospiti che soggiornano nei due appartamenti per vivere una vera esperienza altoatesina. Irmgard si occupa principalmente dei bambini, della casa e si prende cura degli ospiti. A fine luglio, poi, inizia la raccolta delle albicocche, un’attività che coinvolge tutta la famiglia, compresi i bambini e i nonni.

Essendo ancora metà luglio, le albicocche non sono ancora del tutto mature. Ci dobbiamo accontentare di quelle comprate, anche se non hanno il gusto unico di quelle coltivate qui. I canederli sono comunque una poesia di sapori: mamma Irmgard è davvero una cuoca sopraffina!

Affondo la forchetta nel canederlo: l’impasto è morbido e si lascia tagliare con un sol gesto. Il gusto è dolce ma con una lieve nota acida. Mangiato il primo, eccone subito un altro nel mio piatto: impossibile resistere!

Anche Midl, la madre di Roland, è pronta all’assaggio assieme alle nipotine Valerie, di appena un anno, Theresa, di tre e Elina, di cinque che assiste la mamma in cucina. Mentre tutti mangiano, Irmgard mi mostra come si prepara l’impasto e mescola decisa il burro e le uova, aggiungendo la farina, il quark e un cucchiaio di semolino.

Un momento della preparazione: snocciolare bene le albicocche
Un momento della preparazione: snocciolare bene le albicocche

Con le mani coperte di farina forma delle palle grandi come un pugno all’interno delle quali vengono inserite le albicocche che sono state precedentemente disossate per lasciare il posto ad un cubetto di zucchero. Lavora minuziosamente con entrambe le mani per fare sì che l’impasto avvolga alla perfezione le albicocche.

Servono mani ben infarinate per dare la tipica forma ai canederli
Servono mani ben infarinate per dare la tipica forma ai canederli

“Non appena le prime albicocche sono mature, invitiamo tutta la famiglia a mangiare i canederli qui a casa nostra”, dice Irmgard. E’ diventata ormai una tradizione in casa Paris. Anche gli ospiti dei due appartamenti sono sempre i benvenuti. Ultimamente la nostra Irmgard sforna più di 100 canederli al giorno. Non accade di rado, infatti, che un ospite ne faccia sparire una decina in una volta. Sono proprio i canederli di albicocca, infatti, accompagnati da una vista spettacolare sull’intera valle, una delle principali attrazioni che spinge i turisti a raggiungere il piccolo paese di Silandro.

Vista della vallata dal maso
Vista del piccolo paese di Silandro dal maso Sonnwart

Una ricetta semplice, un gusto unico!

La ricetta per i canederli di albicocca è semplice. Secondo Irmgard, anche chi è una frana in cucina dovrebbe provare.  Gliel’ha procurata Midl, la mamma di Roland. Da dove provenga, non lo sa. Ma non importa: l’importante è che siano buoni e lo sono davvero!

 Ricetta per circa 15 piccoli canederli all’albicocca

Ingredienti:

250 g di formaggio fresco (magro o Quark)

120 g di farina

100 g  di pangrattato

1 uovo

60 g di burro

Pangrattato, zucchero, burro e cannella per impanare il canederlo.

Cubetti di zucchero

Preparazione:

  • Lasciate scogliere un po’ di burro in padella, fate indorare il pangrattato e continuate a mescolare.

Consiglio dell’esperta: Quando il pangrattato ha preso la giusta indoratura, trasferite la mistura in un altro contenitore per evitare che bruci. Aggiungete poi un po’ di zucchero e un pizzico di cannella e mescolate per bene.

  • Amalgamate 60 grammi di burro con l’uovo.
  • Impastate il formaggio fresco con la farina e il semolino.
  • Snocciolate le albicocche e riempitele con un cubetto di zucchero.

Consiglio dell’esperta: non aprite del tutto le albicocche per evitare che si rompano durante la cottura.

  • Infarinate bene le mani e formate piccole palline di impasto. Inserite all’interno le albicocche e assicuratevi che siano completamente avvolte dall’impasto.
  • Consiglio dell’esperta: L’impasto che avvolge le albicocche deve essere molto sottile per avere il massimo del gusto.

Cuocete i canederli in acqua bollente e salata per 10-15 minuti.

  • Scolateli e fateli rotolare nella mistura di pangrattato, cannella e zucchero
  • Servite con il burro leggermente dorato.

Consiglio dell’esperta: Per gustare i canederli di albicocche anche in inverno, potete prepararne in abbondanza e metterli in congelatore, prima di passarli nella mistura di pangrattato, cannella e zucchero. Avrete così un dolce sempre pronto da servire anche agli ospiti inaspettati!

Petra scrive e legge in val d' Ultimo. Vuole viaggiare ancora molto ma sempre con il desiderio di tornare sulla via di casa. A volte crede che le persone qui facciano fatica a vedere lontano, nonostante questo non riesce ad immaginarsi luogo più bello nel quale vivere.

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