Jimmy Milanese

Blogger: Jimmy Milanese

Raccontaci chi sei e da dove vieni in poche parole
S
ono nato a Merano, anche se per lunghi momenti della mia vita, generalmente per motivi di lavoro, ho vissuto o frequentato altri paesi e città. Ad esempio, sono stato per quattro anni a Bradford, in Inghilterra, ma anche in Russia, in Canada, negli Stati Uniti, in Turchia, in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea, nel Sud-est asiatico, in Libano, in Giordania, in Siria, nel nord-Africa ecc… Ogni volta che tornavo e torno in Alto Adige, dopo avere respirato altri cieli, capisco quanto sono fortunato a poter vivere qui. Ecco, forse la mia vita è questa: un lungo e incessante viaggio attorno al mondo, con la sola meta di tornare sempre a casa, nella mia Merano.


Che cosa ti rende un esperto dell’Alto Adige?
Il DNA altoatesino, con radici austroungariche, contaminate con l’esperienza di tutta una vita e tanta, ma tanta voglia di scoprire sempre qualcosa di nuovo, oltre alla mia sconfinata biblioteca che raccoglie quanto è stato scritto su di “noi”. Scoperte che da anni traduco in articoli per il quotidiano Alto Adige, per il quale racconto tanto il glorioso passato di questa terra quanto l’immenso patrimonio di innovazione e bellezza che trova come epicentro proprio la nostra provincia.


Cosa ha di speciale l’Alto Adige secondo te?
Un elevato senso di civiltà e rispetto per la natura. Basterebbe questo, ma non è sufficiente. L’Alto Adige è forse l’unico luogo al mondo privo di sbocco sul mare dove però del mare non senti mai la mancanza. Motivo? La mutevolezza del territorio, nello spazio ma soprattutto nel tempo. Perché vivere in Alto Adige significa tenere per mano la natura che attraversa le stagioni. Significa nutrirsi di quello che la terra offre e significa avere la possibilità di praticare ogni possibile attività e sport. In una vecchia rivista di inizio Novecento lessi, un giorno, questa frase: “l’Alto Adige è quella terra che ti permette di fare una sciata la mattina e una nuotata in uno dei suoi bellissimi laghi il pomeriggio”.


Qual è il tuo angolo di Alto Adige preferito?
L’angolo che devo ancora visitare, mi verrebbe da dire. Ma sarebbe troppo facile. Se devo proprio scegliere, sicuramente scelgo la mia città, Merano. La scelgo in autunno, quando però è ancora caldo e il vento raccoglie le foglie che cadono dagli alberi. Magari le passeggiate Tappeiner, dove è possibile toccare con mano i bellissimi Cactus e dove ogni tanto accompagno i turisti colpiti da tutto questo incanto.

L’attività preferita dagli altoatesini DOC?
Sciare, sicuramente. Perché questo è lo sport ufficiale in Alto Adige.


Consiglio per una vacanza perfetta in Alto Adige?
La vacanza perfetta è sempre quella talmente bella da suggerirti di non rimettere piede in quel posto o così indimenticabile da costringerti a ritornare. Non vorrei indicare un luogo specifico, ma una routine. Ad esempio, la mattina, una sciata se è inverno o una camminata se è estate. Pranzo, invece, in uno dei diciannove ristoranti stellati che si possono trovare in provincia. Nel pomeriggio, infine, una visita a uno degli oltre mille castelli che il territorio offre. La sera, sicuramente la movida bolzanina, in estate, o una slittata notturna, in inverno. E il riposo notturno in uno degli infiniti Hotel d’eccellenza che l’Alto Adige offre.